Differenza tra riscrittura e copywriting: che cosa scegliere

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La differenza tra riscrittura e copywriting si capisce meglio partendo da una domanda sola: da dove arriva il contenuto. La riscrittura racconta con parole vostre un materiale che esiste già; il copywriting lo crea da zero. Da lì discende tutto il resto: costi, tempi, competenza richiesta e ciò che vi ritrovate in mano alla fine. In questa pagina i due formati sono messi a confronto con gli stessi criteri, con una tabella, cinque casi in cui conviene riscrivere e cinque in cui serve scrivere ex novo. Chiudono due checklist per il brief, una per ciascuna richiesta.

In breve: la differenza in un paragrafo

Riscrivere vuol dire riformulare un testo che esiste già: fatti e significato restano di altri, parole e struttura diventano vostre. Il copywriting parte da zero: l'idea, l'ordine degli argomenti e gli esempi li mette chi scrive. La riscrittura costa meno e si chiude prima, ma non porta in pagina nulla di nuovo. Il copywriting chiede più tempo e più denaro, e dà quello che in rete ancora non c'è. La scelta si riduce quasi sempre a una domanda: esiste già un materiale da raccontare di nuovo.

Che cos'è la riscrittura di un testo

La riscrittura rielabora un materiale già pronto: il contenuto resta, cambia il modo di esporlo. Chi lavora prende l'originale, lo smonta in concetti e lo racconta con parole proprie. Una nota sulle parole: in italiano la riscrittura non è un mestiere a sé con un nome proprio. Chi scrive da zero si presenta come copywriter o content writer, e spesso fa entrambe le cose.

Si distinguono tre livelli. Quella superficiale cambia parole e ordine delle frasi, e di solito si vede: il filo del discorso resta altrui. Quella profonda è un racconto a memoria, con l'originale chiuso e una scaletta vostra. La riscrittura in ottica SEO è la stessa cosa, ma orientata alle ricerche: le parole chiave entrano nei titoli e la struttura segue il modo in cui le persone cercano.

Nel lavoro rientrano l'analisi dell'originale, una struttura nuova, il racconto e il controllo che i fatti non si spostino. Non rientra la raccolta di materiale nuovo: nessuno telefona a un esperto, guarda i vostri dati o inventa argomenti che nella fonte non c'erano. Non è un difetto, è il confine del formato, ed è da lì che nasce il prezzo più basso.

Alla fine avete un testo autonomo, che racconta quello che raccontava la fonte. L'ordine di lavoro completo sta in una guida a parte: come riscrivere un testo passo per passo.

Che cos'è il copywriting

Il copywriting è un testo scritto da zero per un obiettivo preciso. È chi scrive a decidere da dove partire, quali argomenti portare e che cosa dimostrare. Il materiale arriva dalla sua esperienza, da un'intervista con voi, dai vostri documenti e dalle fonti primarie.

Anche qui i tipi sono tre. Il testo persuasivo porta a un'azione: una landing page, una pagina servizi, una email. Quello informativo risponde a una domanda del lettore: una guida, un approfondimento, un confronto fra opzioni. Il SEO copywriting è lo stesso testo, scritto però guardando le ricerche e quello che i risultati già mostrano.

La spesa principale non è la scrittura, ma la raccolta del materiale. Chi scrive deve parlare con voi o con un vostro tecnico, capire il prodotto, trovare i dati e verificarli alla fonte. Un'ora di conversazione rende spesso più di una giornata passata su articoli altrui. Per questo un buon lavoro comincia dal brief e non dalla tastiera.

Il risultato è un materiale che prima non esisteva: con la vostra posizione, i vostri esempi e i vostri dati. Ed è questo a spiegarne il costo.

Tabella di confronto

La tabella aiuta a scegliere in fretta, ma nasconde una trappola: i criteri non pesano allo stesso modo. Costo e tempi si vedono subito, la competenza mesi dopo, quando la pagina o porta richieste o resta ferma lì. Per questo guardate la riga «che cosa ottenete», non la riga «costo».

CriterioRiscritturaCopywriting
Da dove arriva il materialeUn testo altrui già prontoEsperienza di chi scrive, interviste, documenti, fonti
Che cosa nasce di nuovoNulla, a parte le formulazioniArgomenti, esempi e conclusioni che prima non c'erano
Competenza richiestaNon serve: basta saper scrivere beneNecessaria, o ricavata dai vostri materiali
TempiMolto più breviPiù lunghi: la raccolta pesa più della scrittura
CostoDi solito più bassoDi solito più alto, dipende da argomento e scadenze
Lavori tipiciSchede prodotto, notizie, materiale che cambia sedeLanding page, articoli di esperienza, posizionamento
Rischio principaleNon aggiunge nulla a quello che già circolaTempo e denaro escono prima di sapere se rientrano

I costi sono descritti a parole di proposito: le tariffe dipendono dall'argomento, dall'urgenza e da chi lavora, e qualunque cifra messa qui invecchierebbe prima della pagina.

Quando conviene riscrivere

  • Schede prodotto del fornitore. Lo stesso testo sta su dieci negozi online e il motore di ricerca vede una copia. Qui non serve competenza nuova, ma un testo vostro sullo stesso prodotto.
  • Notizie e comunicati stampa. I fatti sono di altri e verificabili; il valore sta nella velocità e nel raccontarli in italiano normale, senza burocratese.
  • Un vostro materiale che cambia canale. L'articolo del sito diventa un post, la guida interna una email ai clienti. Il contenuto è già vostro, cambia solo la forma.
  • Aggiornamento di un testo vecchio. Le informazioni valgono ancora, ma la pagina si legge male ed era scritta per un pubblico diverso.
  • Tradurre il complicato in comprensibile. La scheda tecnica per gli ingegneri serve alla rete vendita: il significato resta intero, cambia la lingua in cui è detto.

Il segnale comune ai cinque casi: potete mostrare l'originale e dire «lo stesso, ma a modo nostro». Se non esiste, o ne esiste uno solo e poco affidabile, la riscrittura non salva niente: otterrete la copia di un errore altrui.

In tutti e cinque i casi il contenuto esiste già e pagarne l'invenzione non ha senso. La parte meccanica si può affidare alla macchina: riscrivete il testo nel riscrittore AI di iBro e poi ripassate a mano fatti, termini e nomi.

Quando serve scrivere da zero

  • Landing page e pagina servizi. Il testo deve vendere la vostra offerta, e quell'offerta non sta in nessun originale: va ricavata da una conversazione con voi.
  • Articolo di esperienza. Il valore sta in quello che avete provato, in quello che non ha funzionato e nel perché. Riformulare l'articolo di un altro non ci arriva.
  • Posizionamento e pagina «Chi siamo». Qui il testo risponde a una domanda sola: in che cosa siete diversi. Se nasce dal racconto di altri, suonerà come il testo di altri.
  • Caso cliente o intervista. In rete il materiale non c'è affatto: esce dai vostri dati e dalle parole di chi vi ha scelto.
  • Prodotto nuovo o tema nuovo. Non c'è nulla da riscrivere, perché il mercato non ne ha ancora parlato.

Il segnale è lo stesso, al contrario: non avete niente da mostrare tranne voi stessi. Se il materiale arriva solo dalla vostra testa, dai vostri dati e dai clienti, serve un testo nuovo, per quanti articoli simili ci siano in rete.

Si paga troppo quasi sempre nello stesso punto: si commissiona un testo da zero dove bastava una riscrittura con un paragrafo vostro. La prova è rapida: descrivete il compito senza l'aggettivo «originale». Se resta solo «ci serve un testo nostro sulla stessa cosa», è una riscrittura.

Il tratto comune ai cinque casi è che una fonte da riformulare non esiste. Accelerare si può dall'inizio: preparate una bozza con il generatore di testi iBro dal vostro brief, e aggiungete poi quello che sapete solo voi.

L'ibrido: riscrittura più aggiunte vostre

Quasi sempre conviene non scegliere, ma combinare. Prendete un originale buono, fate una riscrittura profonda della base e aggiungete un blocco vostro: un paragrafo di esperienza, i vostri dati, il commento di un tecnico. Ne esce un testo con materiale altrui e valore vostro, a un costo più vicino alla riscrittura che alla scrittura da zero.

L'ordine è questo: prima il racconto per concetti, poi le vostre aggiunte, infine il controllo di fatti e termini. Non conviene invertirlo: infilare roba vostra in un testo altrui è più faticoso che renderlo prima vostro.

La convenienza si misura sulla quota di contributo vostro: se la vostra parte è un paragrafo e qualche dato, l'ibrido costa meno di un testo da zero a parità di risultato. Se il vostro supera la metà, il risparmio sparisce: scrivere ex novo è più semplice che incastrare tutto in un'impalcatura altrui.

La macchina toglie bene il lavoro meccanico: racconto, taglio, cambio di tono. La persona risponde di quello che alla macchina manca: i fatti, le riserve e la decisione su che cosa valga la pena dire. Se dopo la revisione il testo resta secco, aiuta un passaggio dedicato: migliorate stile e leggibilità.

Come impostare la richiesta

Metà delle contestazioni su un testo non nasce da chi scrive, ma dalla richiesta. Qui sotto trovate due checklist brevi: con queste il lavoro si accetta senza dieci messaggi di chiarimento.

Richiesta di riscrittura:

  • il link all'originale e che cosa vi piace di quel testo
  • che cosa va cambiato per forza: struttura, tono, lunghezza
  • che cosa non si tocca: termini, dati, nomi, formule legali
  • le parole chiave e dove vanno messe
  • lunghezza e formato: paragrafi, elenchi, sottotitoli
  • per chi è il testo e dove verrà pubblicato
  • la scadenza

Richiesta di testo da zero:

  • obiettivo del testo: che cosa deve fare chi arriva in fondo
  • pubblico: chi è e che cosa sa già
  • che cosa vendete e in che cosa è diverso dalle offerte vicine
  • materiale da parte vostra: dati, casi, documenti, con chi parlare
  • parole chiave, se il testo nasce per la ricerca
  • lunghezza, tono, esempi di testi che vi piacciono e che no
  • scadenza e chi approva il lavoro

La differenza fra i due elenchi è la stessa che passa fra i due formati: nel primo consegnate un originale, nel secondo consegnate quello che sapete.

In fase di accettazione controllate sulla richiesta, non sulla sensazione. Per la riscrittura: termini e dati sono rimasti, la struttura è cambiata, le riserve dell'originale non si sono perse. Per il testo da zero: ci sono i vostri dati, i vostri casi, la vostra posizione, cioè quello che i vicini nei risultati non hanno. Altrimenti vi hanno consegnato una riformulazione al prezzo di un testo d'autore.

Domande frequenti

Costa di più riscrivere un testo o scriverlo da zero?

Scrivere da zero costa quasi sempre di più, e non per la scrittura: pesano le interviste, i documenti e la verifica delle fonti. Le tariffe dipendono da argomento, urgenza e autore: chiedete un preventivo sul vostro caso.

La riscrittura va bene per la SEO?

Sì, se è profonda. I motori confrontano le pagine per significato e struttura, non parola per parola, quindi la sostituzione di sinonimi non porta da nessuna parte. Una riscrittura onesta, con struttura propria e parole chiave ragionevoli, è prassi normale per schede prodotto e notizie.

Riscrivere un testo è plagio?

La riscrittura rielabora un materiale altrui e non trasferisce la paternità dell'idea. Se il testo si appoggia a una ricerca, a un'intervista o a un documento, quella fonte va citata come in qualunque altro formato.

Copywriting e content writing sono la stessa cosa?

Nell'uso italiano il copywriting indica soprattutto i testi che portano a un'azione, il content writing i contenuti informativi di un blog o di una guida. Il confine è mobile e molti fanno entrambe le cose: nel brief conta più dire da dove arriva il materiale.

L'intelligenza artificiale può sostituire un copywriter?

Nella routine in buona parte sì: bozze, tagli, cambi di tono. Dove il valore sta nella vostra esperienza no, perché il modello non conosce i vostri casi e non risponde di quello che scrive. Conviene usarlo per la parte meccanica e tenere per voi la decisione.

Come capisco in fretta se mi serve un testo da zero?

Fatevi una domanda sola: esiste un materiale che si possa raccontare di nuovo. Se esiste, è una riscrittura. Se le uniche fonti sono la vostra testa, i vostri clienti e i vostri documenti, non c'è niente da riformulare e il testo va scritto ex novo.

In breve, come scegliere

La riscrittura si sceglie quando il contenuto esiste già e va raccontato a modo vostro, il copywriting quando non c'è e va creato. I casi dubbi si chiudono quasi sempre con l'ibrido: base riscritta più un blocco vostro di esperienza e dati. Per non discutere sul risultato, mettetevi d'accordo non sulla parola «riscrittura» o «copywriting», ma su due cose: da dove arriva il materiale e che cosa deve succedere a chi legge. Si può partire da una bozza: riscrivete il materiale che avete oppure componetene uno nuovo con iBro.

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